Villa d’Adda

Blasonatura

D’oro alle sette torri di rosso (3–2–2), chiuse, finestrate, murate di nero, attraversanti un fiume in banda d’azzurro, ondato d’argento. (DPR 23/12/1971, CONCESSIONE)

Note

Nella documentazione acclusa alla domanda di concessione avanzata dal sindaco Francesco Chiappa dopo delibera di consiglio comunale del 30 giugno 1971, si parla di castelli e di un fiume, l’Adda, determinante del nome del paese.

Nella relazione storico–corografica si legge che: — Bonsiero de’ Belotti, podestà nel 1193, dichiarò Villa d’Adda borgo di Bergamo, liberando gli abitanti di ogni carico e concedendo favori ed esenzioni, come il mercato settimanale. Villa d’Adda era infatti terra di confine soggetta alle pericolose suggestioni milanesi, munita di sette castelli e di trentadue torri.

Il direttore dell’Archivio di Stato di Bergamo, con una nota dell’11 ottobre 1971, dispose il nulla osta, non individuandovi anomalie araldiche ed esprimendo il proprio consenso in quanto il progetto araldico era pertinente dal punto di vista storico–corografico; come nota critica, ravvisò la non necessità di inserire delle onde d’argento all’interno della banda.

Su fondo d’oro, le figure principali sono il fiume in banda d’azzurro, ondato d’argento, ad andamento obliquo che va dall’alto a destra al basso a sinistra, con delle sinuosità e delle onde all’interno, e i castelli.

Per il loro numero e per l’ormai esiguo spazio a disposizione, i castelli sono simboleggiati da semplici torri di rosso, che presentano delle finestre, una porta e le commettiture tra le pietre di colore nero.

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