Villa di Serio

Blasonatura

D’oro alla croce di Sant’Andrea diminuita, di rosso, accostata in capo da motto SPQR, in caratteri lapidari di nero, nel fianco destro e sinistro da un gruppo di sassi al naturale, e in punta dal leone alato. (IN USO DAL COMUNE)

Note

Poco dopo la regolare concessione, lo stemma di Villa di Serio fu subito disconosciuto dal neo sindaco Giulio Cavalli non appena entrato in carica alla guida dell’amministrazione comunale. Con una missiva indirizzata alla Prefettura di Bergamo del 22 aprile 1952, il primo cittadino chiese di annullare il decreto perché l’emblema non rispondeva alle caratteristiche del suo paese.

Così questo stemma, elaborato dallo Studio Araldico di Genova e approvato dall’amministrazione guidata dal precedente sindaco Colombo Madonna, con delibera di consiglio comunale del 27 maggio 1950, fu lasciato nei cassetti.

Il vecchio emblema, con una fascia d’azzurro e le tre spighe di grano al naturale, poteva essere utilizzato da molti altri Comuni perché c’erano soltanto elementi generici che non rappresentavano in modo esclusivo il paese.

Nello Statuto del Comune si trova il significato dei simboli presenti nel nuovo stemma. La croce di Sant’Andrea diminuita, di rosso, con un’ampiezza ridotta rispetto alla pezza araldica ordinaria, ricorda l’appartenenza del paese alla faggia di Sant’Andrea; l’iscrizione SPQR rievoca l’origine romana del paese; il leone di San Marco è simbolo di fedeltà per il Governo della Serenissima. Infine, il gruppo di sassi negli inquartati liberi allude al martirio di Santo Stefano, patrono dei villesi. I massi sono anche un tributo alla cava di pietra che per prima ha prodotto il cemento italiano, situata nei pressi del fiume Serio sulla cui riva è stato costruito il paese.

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