Chignolo d’Isola

Blasonatura

Partito, il PRIMO di azzurro alla pianta di gelso al naturale radicata su campagna di verde; il SECONDO di rosso alla banda d’azzurro accostata in capo da tre spighe d’oro ordinate in fascia. (DPR 25/11/1964, CONCESSIONE)

Note

Il parere dell’Archivio di Stato di Bergamo non fu per niente generoso verso il progetto araldico approvato con delibera del 6 dicembre 1963. Il direttore Nicola Raponi scrisse: — devo nuovamente far notare l’assoluta acrisia con cui anche in questo caso sono state accolte le notizie storico–araldiche descrittive fornite dallo Studio.

L’Ufficio Araldico della Presidenza del Consiglio dei Ministri comunque diede il nulla osta.

Si legge infatti che: —le considerazioni dell’Archivio di Stato di Bergamo valgono a rettificare le inesattezze storiche contenute nel cenno storico–corografico del comune di Chignolo d’Isola… poiché il predetto archivio ritiene sostanzialmente accettabile il progetto araldico predisposto dal comune, non sembra esistere l’opportunità di invitare questo comune di inviare un nuovo cenno storico.

Nella prima parte dello scudo partito, diviso in due da una linea verticale passante per il punto medio del lato superiore e la punta, su fondo d’azzurro, la pianta di gelso al naturale ricorda l’antico allevamento dei bachi da seta e l’industria tessile.

Nella seconda parte, la banda d’azzurro, anomala rispetto alla banda ordinaria che dovrebbe partire dagli angoli, è sovrapposta ad un altro colore, il fondo di rosso, andando contro le regole araldiche; allude ai due corsi d’acqua, il Buliga e il Grandone.

Le tre spighe d’oro, ordinate in fascia, disposte in orizzontale, vogliono simboleggiare l’agricoltura su cui si basava la principale attività del paese.

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