Grone

Blasonatura

D’argento, alle tre torri di rosso, mattonate di nero, chiuse e finestrate di uno dello stesso, fondate su tre monti di verde, fondati in punta, il monte centrale caricante parzialmente quelli laterali, la torre centrale accompagnata in capo dalla lettera maiuscola G, di azzurro. (DPR 21/12/1988, CONCESSIONE)

Note

Da sempre le tre torri sono il simbolo di Grone, situato sulle pendici dei colli della Val Cavallina. Ideato e progettato dallo Studio Araldico di Genova, dopo aver escluso nei principali archivi storici la presenza di uno stemma antico, l’emblema fu approvato dopo delibera di consiglio comunale e dal sindaco Angiolino Zappella.

Il progetto araldico si focalizzò su queste strutture ancora visibili, probabilmente facenti parte di un sistema difensivo e di un castello quando dominava la potente famiglia dei Suardi. La prima torre risulta essere un’abitazione privata, non accessibile al pubblico; la seconda struttura è quella che ospita attualmente la Protezione Civile e, infine, la terza fa parte dell’oratorio del paese.

Dal punto di vista araldico, su fondo d’argento, le tre torri di rosso sono delineate da delle fessure di nero tra i mattoni, presentano una porta e una finestra sempre dello stesso smalto; inoltre sono fondate, appoggiate, ciascuna, su un monte, di cui quello centrale copre in parte quelli laterali.

I monti, a ricordo dell’aspetto collinare che circonda il paese, sono fondati in punta, cioè si trovano nella parte inferiore dello scudo, senza occuparne i lati.

L’iniziale del nome del paese, caratteristica peculiare di questo stemma, per sottolineare l’appartenenza dell’emblema alla comunità di Grone, espediente diffuso nell’araldica civica e già utilizzato in alcuni stemmi della provincia di Bergamo, è formata dalla lettera maiuscola G, di azzurro.

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