Palazzago

Blasonatura

D’azzurro alla fiamma al naturale, accollante a due spade d’argento, poste in Croce di S. Andrea, con le punte rivolte verso l’alto; nel cantone sinistro del capo un ramoscello d’ulivo fruttato di verde. (DPR 1/7/1965, CONCESSIONE)

Note

Il 28 maggio 1964, il consiglio comunale all’unanimità con apposita delibera approvò il bozzetto dello Studio Araldico di Genova.

Il sindaco Rodolfo Dentella davanti all’assemblea espresse le motivazioni del progetto, riportate alla fine della relazione: — la spada e le fiamme che si vedono nel progetto araldico di Palazzago simboleggiano le cruente lotte tra guelfi e ghibellini che nel XIV secolo tormentarono con eccidi, incendi e devastazioni quella zona bergamasca. Nel ramoscello d’u

livo vogliamo ricordare come i deputati di Palazzago presero parte alla pace di Pontesecco tra le due fazioni. Il direttore dell’Archivio di Stato di Bergamo, Nicola Raponi, espresse forti perplessità ma alla fine diede il nulla osta. Ecco le sue parole scritte il 24 maggio 1965: — tale stemma pare esprimere in maniera assai generica le caratteristiche storiche del comune di Palazzago, essendo le lotte tra guelfi e ghibellini comuni a tutto il territorio bergamasco per lungo periodo di tempo nel Medio Evo. Tuttavia pare a questo ufficio che una certa tipicità delle figure araldiche proposte, indipendentemente dalla originalità con cui esprimono le vicende del comune, non possa negarsi.

La figura principale è la fiamma al naturale, con i colori che avrebbe nella realtà, accollante, erroneamente descritta come accollata coprente le due spade, incrociate tra loro e con le punte verso l’alto. Nell’angolo in alto a sinistra, cantone sinistro, il ramoscello d’ulivo è raffigurato con i frutti di smalto verde.

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