Villa d’Ogna

Blasonatura

Partito semitroncato: nel PRIMO, di rosso, alla fontana d’argento, di tre bacili, il bacile inferiore grande e colmo d’acqua di azzurro, quello superiore piccolo, quello mediano di misura intermedia, il superiore zampillante di due zampilli d’acqua, di azzurro, ricadenti nel mediano, e da questo nel bacile inferiore; nel SECONDO d’azzurro, al libro chiuso d’argento; nel TERZO d’oro alla fucina con una fiamma al naturale e fabbro. (IN USO DAL COMUNE)


Note

Non ancora approvato da un decreto legge, lo stemma di Villa d’Ogna raccoglie nei suoi campi la storia e le caratteristiche peculiari del paese.

Dal punto di vista araldico, lo stemma è un partito, diviso in due da una linea verticale passante dal punto medio del lato superiore dello scudo alla punta; la parte sinistra è un semitroncato, divisa ulteriormente da una linea orizzontale passante per il centro.

Su fondo di rosso, a destra, la fontana d’argento è quella caratteristica del paese, situata nella piazza della chiesa, edificata su un preesistente lavatoio e un abbeveratoio nel 1939.

Il podestà Giovanni Fontana decise di risanare l’intera piazza su progetto dell’ingegnere Luigi De Beni di Bergamo.

La nuova fontana fu costruita in pietra serizzo, lavorata a mano sul posto dagli scalpellini locali.

Nella seconda parte, in alto a sinistra, su fondo di azzurro, il libro chiuso d’argento è simbolo della appartenenza di Villa d’Ogna e di tutta la Valle Seriana alla Repubblica veneta.

Infine, nell’ultimo campo, su fondo d’oro, si ricordano le numerose fucine per la trasformazione dei minerali ferrosi e per la produzione di chiodi, macine per la lavorazione della corteccia di rovere e di pino utili alla conciatura delle pelli. Il paese, attraversato da due corsi d’acqua, aveva sviluppato questa intensa attività.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Torna su