Caprino Bergamasco

Blasonatura

Di verde, alla rotella d’azzurro caricata dal leone di San Marco d’oro, fiancato a destra di rosso e a sinistra d’oro, col motto SEMPER (nel rosso), TECUM (nel verde), ERO (nell’oro). (DPR 5/12/1973, CONCESSIONE)

Note

L’istanza di riconoscimento dello stemma del Comune coincise con l’imminente festa dell’inaugurazione della torre campanaria. Così in tutta fretta, il 6 marzo 1949, il sindaco Angelo Stefini e il consiglio comunale approvarono lo stemma elaborato dallo Studio Araldico di Genova, ripreso dallo stemmario Camozzi. Il progetto si fermò a Roma perché l’Ufficio Araldico con una nota del 31 agosto 1949 richiese le prove del possesso pubblico e pacifico dello stemma per almeno cent’anni. Con buona pace di tutti, il sindaco non riuscì a benedire il gonfalone nella festa preannunciata. Consultando la documentazione, ci si è trovati di fronte a un mistero. Presso l’Archivio di Stato di Bergamo è depositata la delibera di approvazione dello stemma, la stessa ritrovata all’Archivio Centrale dello Stato di Roma. I due atti, identici anche nel numero di protocollo, differiscono nella descrizione dello stemma. Nella prima il fondo era di rosso e il leone poggiava le zampe su una campagna di verde, in quella di Roma erano presenti i due pali, i cui colori erano un omaggio al capoluogo, e il leone era inscritto in un cerchio azzurro.

L’iter burocratico fu ripreso agli inizi degli anni Settanta. Lo stemma è fiancato, cioè presenta due porzioni verticali aderenti ai lati dello scudo. La rotella è il tondo, nel cui interno è caricata una figura, il leone di San Marco, raffigurato con la spada tenuta dalla zampa anteriore destra. La fede guelfa del Comune è avvalorata dalle parole: SEMPER TECUM ERO.

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